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Formazione e innovazione
Rapporto ISFOL
Report viaggio di studio in Finlandia
Nei giorni dal 22 al 28 ottobre 2007 si è svolt) una visita di studio nella capitale finlandese Helsinki ad opera di una delegazione della Regione Campania (composta da dirigenti e funzionari del settore istruzione e formazione, da esperti del Comitato Regionale EDA espressione della direzione scolastica,del mondo del lavoro e delle imprese,dell’università).E’ risultato un programma di incontri molto ricco di spunti ed istruttivo, con l’intento di far studiare e conoscere da vicino il sistema di lifelong learning e di apprendimento permanente nel paese finnico (che allo stato è all’avanguardia nel mondo per investimenti in formazione,ricerca e innovazione).Personalmente ritengo che l’obiettivo è stato pienamente raggiunto per le modalità con cui sono state organizzate le visite e per la molteplicità di spunti che sono stati offerti dai vari relatori,espressione concreta e stimolante dei vari percorsi in cui si articola un sistema educativo e formativo che effettivamente accompagna, sostiene la crescita civile e culturale di ogni persona lungo tutto il corso della vita (dall’infanzia all’età adulta). Questo programma di visita è parte integrante di azioni di scambio all’interno del progetto europeo “Posillipo” – in cui per l’Italia è capofila Scienter (un importante centro di ricerca e innovazione per la formazione con sede a Bologna) – con una relazione introduttiva e documentata sul sistema di lifelong learning in Finlandia (curata dall’accompagnatore colto e attento come Matti Sinko, aiutato da una ottima interprete).Il progetto ha come obiettivo fondamentale :“l’attuazione di una azione di accompagnamento alla costruzione di una rete stabile di collaborazione con la Finlandia in materia di educazione degli adulti e di lifelong learning”.Nei mesi scorsi vi sono state altre tappe con una delegazione di esperti europei della formazione, prima a Napoli e poi a Bologna per scambi di esperienze e buone pratiche con i 2 sistemi regionali EDA.Alla prova dei fatti è risultato impressionante riscontrare l’alto livello dei risultati raggiunti dal sistema educativo finnico,sia in termini quantitativi che qualitativi. Infatti,nei vari luoghi degli incontri (enti ed istituzioni pubbliche, sedi dell’istruzione formale e non formale – vedi nota 1), sono emerse la competenza e la forte motivazione alla base di una passione civile per una cultura dell’apprendimento permanente,che permea tutti gli strati della società .Dalle cose che abbiamo visto e ascoltato si percepisce con nettezza che qui il concetto di partecipazione democratica, di cittadinanza attiva si regge su un forte principio di sussidiarietà, di piena collaborazione e sinergia tra lo stato sociale e le organizzazioni civili (volontariato,associazioni culturali ed educative,giovanili,per persone anziani e soggetti deboli); per il raggiungimento di obiettivi comuni,di beni collettivi (in questo caso per l’affermazione del diritto al sapere e all’istruzione).Come è stato sottolineato nella riunione di valutazione conclusiva della visita, appare evidente che tutte le azioni del sistema educativo locale sono rivolte al raggiungimento di 2 obiettivi fondamentali:-         il ben-essere e la crescita culturale delle persone;-         la lotta all’esclusione sociale ,con particolare riferimento ai nuovi rischi di emarginazione presenti in una società evoluta (come il digital divide nell’uso delle nuove tecnologie o il crescente ricorso dei giovani all’alcol e alle sostanze stupefacenti). 

Come sottolinea Matte Sinko nel suo rapporto, nella relazione governativa del 1997 “Gioia di apprendere” gli scopi del lifelong learning vengono delineati come segue:

 ·        sostegno allo sviluppo della personalità di essere umano;·        incrementi dei valori democratici;·        sostenere le comunità vitali e la coesione sociale;·        promozione dell’innovazione, della produttività e competitività del Paese.….Quindi essenziale non è solo apprende lungo tutto l’arco della vita,ma dimostrare e verificare continuamente quanto si apprende”. Per dare il senso  dell’enorme divario esistente tra i livelli raggiunti dal paese nordico nei confronti dell’Italia bastano solo alcuni dati quantitativi: -         nel 2003 oltre il 20% della popolazione adulta in Finlandia ha partecipato ad attività formative (che vuol dire oltre 1 milione su una popolazione di poco superiore ai 5 milioni di abitanti);-         in Italia siamo ancora fermi ad un livello intorno al 6% (dati Isfol), che vuol dire meno di un milione di persone coinvolte in attività formative in età adulta (su una popolazione di circa 60 milioni di abitanti);-         in Finlandia sono attive 5000 scuole ed istituzioni per l’istruzione (che qui è un diritto pubblico ed universale);-         in Campania abbiamo 1300 scuole dell’autonomia (con una popolazione superiore);-         il 90 delle scuole finlandesi è collegato a Internet con banda larga (non c’è alcun confronto per il nostro Paese). Ma ancora di più colpiscono i riscontri relativi alla qualità dei servizi educativi offerti ed alla loro efficienza per le loro ricadute sia in termini sociali (forte integrazione con le politiche attive del lavoro e con le dinamiche di innovazione nel sistema produttivo), sia civili e culturali (basta vedere la diffusione capillare sul territorio di strutture come biblioteche,teatri,cineclub,centri culturali e ricreativi per soddisfare tutti i gusti e le propensioni dei cittadini).In tutte le classifiche comparative a livello mondiale, emerge che l’offerta pubblica di istruzione e di formazione risulta ai primi posti per la quantità di risorse investite (pari al 4,8% del PIL),a cui si accompagna anche un tasso incrementale di finanziamenti per ricerca e innovazione, che allo stato è già abbondantemente oltre gli obiettivi fissati dalla strategia di Lisbona per la società della conoscenza – al riguardo si può approfondire l’argomento in un testo di recente tradotto in Italia,curato da Manuel Castells e Pekka Imanen sul “modello finlandese”. *               Nell’introduzione al volume i 2 autori affermano: “Il tratto più caratterizzante della Finlandia è rappresentato dalla sua combinazione di società dell’informazione e malfare state. Infatti,lo stato assistenziale finlandese comprende un’istruzione pubblica totalmente gratuita e di alta qualità, dall’asilo all’università (con uno dei tassi più alti al mondo di partecipazione al sistema educativo), una copertura sanitaria pubblica universale (garantita come diritto di cittadinanza) ed un sistema sociale generoso con copertura universale per pensioni e disoccupazione, cosa che ha reso la Finlandia come uno dei paesi che registra il minor tasso di povertà”.               L’esperienza di questo paese appare ancora più interessante in una prospettiva internazionale in quanto “si dimostra che il dinamismo tecnologico ed economico può combinarsi con il welfare state e con l’identità nazionale. In altre parole, che la network society non destabilizza necessariamente l’ordine sociale”. Nei vari incontri ci sono state raccontate nei dettagli alcune esperienze particolari ed esemplari,in particolare per quanto riguarda la capacità di fare rete ed integrazione tra istruzione e politiche per l’occupazione (è il caso del centro di formazione continua TKK Dipoli,collegato alla Università delle Tecnologie di Helsinki); di collaborazione attiva tra governo nazionale, comuni sistema dell’istruzione di base e superiore – che è del tutto gratuito, per cui il diritto al sapere risulta essere un vero pilastro fondativo dello stato sociale – e mondo dell’associazionismo (per dirla con una espressione cara ad Andrea Ranieri: qui il sapere è una priorità realmente praticata, non solo predicata come nel nostro Paese) : -         associazione nazionale per l’educazione degli adulti;-         scuole popolari;-         università della 3 età;-         circoli di studio;-         centro POINT (di informazione e formazione informatica per i bambini e per le loro famiglie, con una rete di servizi educativi,ricreativi (in primo luogo di biblioteche aperte a tutti i cittadini);-         associazione Mannhereim (il più importante eroe nazionale) per i bambini in cui si insegna l’uso critico dei computers e di Internet,con il coinvolgimento dei genitori e degli insegnanti).

 

Criticità

 Nel programma di visita è emersa una lacuna che è stata fatta rilevare agli organizzatori: la mancanza di un incontro sulla formazione continua con un ente professionale o aziendale per poter approfondire le modalità di apprendimento sul lavoro e nei contesti aziendali (dove risulta molto sviluppato l’impiego di tecnologie e di formazione a distanza per adeguare le competenze professionali in rapporto ai rapidi mutamenti del mercato globale, con l’utilizzo di piattaforme di e-learning impostate sulla base delle diverse esigenze dei vari settori produttivi,delle aziende sia industriali che nel terziario; ma anche delle famiglie e delle varie comunità).Inoltre,in alcuni casi non è stata nascosta una preoccupazione di fondo,legata al fatto che l’economia e la società finlandese sono in una fase di transizione (dopo un lungo periodo di depressione). Infatti, per far fronte alle sfide dei mercati ed anche  scarsità di risorse  finanziarieemerge una tendenza da parte del governo – che rimane il principale sostegno per le politiche pubbliche di educazione – a privilegiare investimenti per la diffusione della cultura scientifica e tecnologica a sostegno delle competenze richieste dalle grandi imprese trainanti lo sviluppo (come la Nokia) ed anche dai servizi innovativi (che stanno crescendo intorno ai distretti tecnologici ed ai parchi scientifici diffusi nei principali centri del Paese,con forte capacità di trasferimento tecnologico verso le piccole imprese,la pubblica amministrazione, a supporto delle politiche territoriali di sviluppo locale e di pianificazione urbana). Ed anche su questo punto quanta differenza rispetto ai ritardi del nostro paese che è nelle ultime posizioni tra i paesi OCSE !
In questo modo negli ultimi anni cresce l’orientamento a spostare le risorse e le priorità verso percorsi didattici e contenuti formativi volti a privilegiare le materie scientifiche, sacrificando quelle umanistiche (come è stato sottolineato dal vice direttore dell’Accademia di Studi Classici fondata sui principi di uno dei padri della pedagogia e dell’educazione degli adulti, come Grundvig).
               Un altro aspetto critico della fase di transizione che attraversa il paese riguarda il dibattito aperto a livello politico e governativo che negli ultimi anni propende a spostare l’asse delle politiche e degli interventi assistenziali su cui si fondava lo stato sociale (comprese quelle per la scuola e per la formazione degli adulti) verso un sistema più decentrato sulle autonomie locali e comunali nonché sulla società civile (imprese e mondo dell’associazionismo). Molti non nascondono la preoccupazione che eventuali scelte riformatrici in tal senso possono minare le basi su cui finora si è retto il “modello finlandese” di stato sociale ed assistenziale,che ha garantito diritti sociali e civili fondamentali per tutta la popolazione (a partire da quelli per l’istruzione). 

Incontro internazionale

 A conclusione del programma di visite,che è parte integrante delle attività del Comitato Regionale EDA in coerenza con le Linee Guida EDA, che fanno della Campania una regione all’avanguardia in materia di apprendimento permanente, dai coordinatori PL Lo Presti e Rita Crisci è stata proposta l’intenzione di organizzare a Napoli nell’autunno 2008 un Incontro internazionale di scambio confronto sui vari sistemi di educazione degli adulti (con il coinvolgimento delle regioni con cui finora sono state più intense le relazioni, come quelle di Gotenborg in Svezia, di Siviglia e della Regione Andalusia in Spagna, di Helsinki in Finlandia – a cui si aggiungerà la Francia o il Portogallo con una prossima visita in primavera). In una tale iniziativa un contributo interessante potrà essere portato da esperienze avanzate in materia in alcune regioni italiane (come la Toscana e la stessa Emilia Romagna,soprattutto per quanto riguarda i circoli di studio ed il sistema di certificazione delle competenze). Nota * M. Castells, P. Himanen  “Società dell’informazione e welfare state – La lezione della competitività finlandese “ 2006 Guerini
 
 

Scheda 1

 

L’E D A  in Finlandia

 Il sistema finlandese di apprendimento permanente comprende 2 settori:-         l’educazione generale per gli adulti,cioè scuola secondaria superiore per adulti;-         l’educazione liberale per gli adulti. Per quanto concerne la scuola secondaria superiore va detto che i programmi sono definiti a livello nazionale e sono principalmente rivolti a quei lavoratori che desiderano completare gli studi scolastici (precedentemente interrotti) oppure vogliono conseguire un diploma di secondo livello di qualsiasi tipo. I curricula sono definiti  sulle competenze di base e trasversali. Per quanto riguarda la educazione liberale degli adulti (detta anche non formale), essa comprende tutte le attività formative di indirizzo generale, offerte da una rete di enti ed associazioni di non profit. Dai dati più recenti,risulta che nel 2003 il 54% della popolazione adulta è stata coinvolte in queste attività,che vengono finanziate per il 53% con risorse statali; per il 15-28% dei casi con fondi dei comuni; per il restante 15-30% con quote di iscrizione dei partecipanti. Gli obiettivi,i contenuti ed i percorsi formativi vengono definiti dai vari soggetti erogatori,sulla base delle esigenze culturali e di conoscenza delle persone in relazione ai contesti locali di apprendimento.Infatti, gli enti e le istituzioni del non formale offrono studi di carattere generale,volti alla crescita culturale delle persone,del loro sapere critico per la cittadinanza attiva; non sono finalizzati all’acquisto di specifiche competenze. Tali percorsi educativi sono caratterizzati dalla varietà dei curricola,dalla partecipazione volontaria con il focus dei programmi incentrato sulle esigenze dei partecipanti. Ogni persona è libera di decidere cosa studiare, a quale livello e a quali condizioni (tempo pieno o parziale, in sede o fuori sede, con corsi singoli o con programmi di studi a tempo più lungo).Per queste caratteristiche l’educazione liberale qui viene considerata (così come negli altri paesi scandinavi) come il prototipo dell’educazione per i cittadini. Queste caratteristiche rendono l’EDA molto adatta al reinserimento degli adulti in un processo di formazione e di apprendimento,in una atmosfera serena ed amichevole nella quale ogni partecipante,oltre che come studente, viene trattato come risorsa di conoscenza, basata sulla propria esperienza di vita.Le attività vengono  svolte in diverse sedi e modalità variegate:-         centri di educazione per adulti;-         scuole secondarie popolari;-         università estive;-         scuole di educazione motoria. Di particolare interesse sono i circoli di studio diffusi su tutto il territorio finlandese (ma anche in alcune comunità all’estero), che sono nati in Svezia sulla spinta del movimento dei lavoratori. Oggi costituiscono una rete organizzata in cui hanno un ruolo determinante non solo le organizzazioni sindacali e datoriali,ma ancorpiù i comuni, le associazioni culturali ed il volontariato sociale (durante la visita ad Helsinki vi è stata l’opportunità di partecipare a 2 corsi dedicati alla conoscenza della cultura italiana e di quella indiana).Essi hanno un forte radicamento nei contesti locali,nelle tradizioni dei territori; operano in stretto collegamento con le scuole popolari e con le università aperte per la terza età – che sono dei veri e propri centri di apprendimento continuo delle università statali. 

Infine,va segnalato il ruolo della formazione professionale addizionale per adulti (che si aggiunge a quella per l’ingresso lavorativo e all’apprendistato),che viene utilizzata per fornire ai cittadini opportunità e motivazioni per il miglioramento delle loro competenze – vi si accede sulla base di test e valutazioni del bagaglio di conoscenze (formale e non formali),possedute come patrimonio culturale ed esperienze di vita o di lavoro delle persone (che in molti casi viene erogata sul posto di lavoro o in enti specializzati,grazie anche ad un forte impiego della formazione a distanza.

Leggi anche la news correlata 

 Napoli, 29 ottobre 2007          

                                                                                                 Pasquale IorioComitato Regionale EDA 

 

Riflessioni e interrogativi sugli interrogativi aperti in tema di qualifiche professionali e delle competenze.
Riflessione
Lettera aperta

Lettera aperta al Presidente della Provincia di Caserta In questi giorni di accesa campagna elettorale il mondo della formazione in provincia di Caserta è stato scosso da 2 vicende. La prima ha portato alla luce l’ennesimo scandalo di un malaffare, in cui è coinvolto il vicesindaco AN di Mondragone, inquisito per una truffa ai danni della Regione Campania per corsi di formazione professionale finanziati e non effettuati. Giustamente la stampa locale vi ha dato molto rilievo. Ma di un altro caso – non meno scandaloso e clamoroso – stranamente non si parla: mi riferisco alla revoca della Giunta Regionale (vedi Burc N° 22 del 15-05-2006) del finanziamento di 6,5 milioni di euro (pari a circa 13 miliardi di vecchie lire) per le attività di formazione continua nel Contratto di Programma stanziate a favore del consorzio Impreco (settore moda, dove peraltro vi è un accordo con l’università per attivare un corso di laurea in Designer Industriale). Purtroppo queste risorse verranno utilizzate (come si dice nel gergo burocratico “rimodulate”) per finanziare i patti formativi locali in tutto il territorio campano. Questi 2 fatti dimostrano come sia fondamentale far crescere una cultura della formazione da porre a base dei processi di sviluppo locale e di innovazione,a tutti i livelli istituzionali,sociali e produttivi della nostra provincia. In primo luogo, si impone con urgenza la necessità che la Provincia assuma un ruolo di protagonista attivo e svolga con determinazione il compito che le compete di governare e programmare le politiche formative e del lavoro (nei processi di riforma già avviati e di decentramento delle deleghe e dei poteri in queste materie) . A tal fine non è più rinviabile l’attivazione di quella Cabina di Regia più volte opportunamente richiamata dal presidente De Franciscis (e dai vari assessori) ma non ancora operativa. In questa fase vi sono ingenti risorse disponibili sul nostro territorio (a partire da quelle per la formazione continua e professionale), a cui spesso a livello locale non corrisponde una adeguata capacità di progettare un’offerta coerente con le esigenze ed i fabbisogni formativi e professionali. In tal senso avanzo 2 proposte : - realizzare la 1 Conferenza Provinciale per l’educazione degli adulti (EDA) in coerenze con le linee guida regionali, per rendere operativi i Comitati Locali, con una capacità di integrazione e di fare rete con i CTP delle scuole, con le forze sociali e produttive, con il mondo dell’associazionismo (domanda sociale); - costruire un Osservatorio permanente sulla formazione continua e professionale, sulle dinamiche del mercato del lavoro (in collaborazione con l’Università e con la Camera di Commercio ed in stretto partenariato con le organizzazioni sindacali e datoriali), per monitorare la qualità/efficacia delle attività formative, la loro ricaduta sociale ed occupazionale (a partire dai nuovi fondi interprofessionali realizzati con la quota dello 0,30% del salario, a cui hanno aderito in Terra di Lavoro centinaia di imprese e coinvolgono molte migliaia di lavoratori). Caserta, 22 maggio 2006 Pasquale Iorio FR CGIL Campania

LA FORMAZIONE IN CAMPANIA (Dicembre 2005; Fonte: Costozero)
Intesa strategica tra le parti coinvolte, di Alfredo Loso


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